Nautae ossia barcaioli erano presenti in Malgrate prima della realizzazione del collegamento stabile tra le due sponde con la realizzazione del ponte Azzone Visconti.
Il Borgo di Malgrate ha ancora oggi una frazione che prende il nome di Porto, la quale parola offre un significato chiarissimo, indice di un'attività antica almeno quanto la località che non lascia dubbi sulla sua origine e sull'utilizzo del territorio.
Prima della realizzazione del collegamento stabile con la realizzazione del ponte tra le due sponde del fiume Adda - che avverrà subito dopo la conquista di Lecco, nel 1335, da parte di Azzone Visconti - esisteva infatti in loco un servizio di trasporto, il "porto" appunto. Con le barche si collegavano le due sponde del fiume per il trasporto di persone e merci, attività era così diffusa da fare nascere in loco una colonia di "nautae" ossia barcaioli. Un documento del 1144 parla di un servizio svolto solidalmente da soci. Tornò a funzionare a pieno ritmo tra la metà del Cinquecento e i primi del seicento, con il ponte visconteo in gran parte rovinato dagli scontri verificatisi tra il 1528 e il 1532 tra l'esercito ducale milanese e Gian Giacomo Medici. Negli anni avvenire il servizio venne rivolto a servizio di turisti e villeggianti.
Tratto da un articolo del 1845 su Malgrate "Bello è vedere ne' giorni di sabbato quel breve tratto di lago che separa Lecco da Malgrate sparso di battelli che lo attraversano per tutti lati e sembrano fare a gara a chi più rapidamente raggiunge le rive opposte. Gli abitanti di quel villaggio, eccettuate alcune agiate famiglie che ivi dimorano o che vi hanno la loro villeggiatura, sono per la maggior parte barcaiuoli. Un tempo quella povera e allegra gente faceva, specialmente ne' giorni di sabbato, in cui si tiene il mercato a Lecco, una riunione, e divideva fra loro il guadagno fatto nel traghettare i passeggeri che vanno al mercato; ma ora, non so il perchè, ognuno fa da sè, e corre incontro al passeggiero per invitarlo ad entrare nella sua barca, ciò che da motivo a sanguinose liti."
La navigazione di diporto, con gli ultimi barcaioli professionisti sulle acque del golfo di Lecco, aveva inizio con le feste pasquali, nel lunedì dell’Angelo o di Pasquetta. Le barche erano state tolte dalla riva di approdo, davanti a piazza Cermenati ed al “Portello” su piazza XX Settembre all’inizio dell’autunno precedente, dopo l’antica festa di Lecco nella prima domenica di ottobre. La settimana precedente la Pasqua aveva inizio il controllo delle imbarcazioni, con la manutenzione generale in vista della nuova stagione. Il periodo delle gite in barca con i remi andava dal lunedì di Pasquetta alla prima domenica di ottobre, quando Lecco festeggiava la Madonna del Rosario. I barcaioli erano popolari sul lungo lago, ma anche in città, nelle contrade più vicine alla riva: la loro presenza si è conclusa dopo la prima metà dal Novecento, dopo una motorizzazione sempre più dilagante anche sulle acque.
Erano bravissimi nelle previsioni del tempo, anticipando un servizio meteo che attualmente è ripetutamente quotidiano in trasmissioni TV e in servizi giornalistici sulla carta stampata, ma anche online. Da piccoli segni come il colore del lago, l’increspare delle acque, il cielo, la luna, nubi vicine e lontane ed anche gli odori che provenivano dalla sponda o dalla città, intuivano il mutare delle condizioni atmosferiche. Nella festa di Lecco del 1998, nella prima domenica di ottobre, venne inaugurato un vecchio pozzo nella piazzetta della contrada che prende tale nome, al termine di vicolo Anghileri, nel cuore del vecchio borgo, di quello che è stato il ristorante Caval Bianco, “tempio” gastronomico della Lecco del Novecento. La contrada del Pozzo era la zona di residenza dei barcaioli; toccò a Rita Gilardi, figlia di Francesco, detto Cechin, tra gli ultimi barcaioli professionisti di Lecco, consegnare al sindaco Lorenzo Bodega la pergamena di donazione alla municipalità del pozzo stesso da parte dei residenti della contrada, che avevano avuto la regia organizzativa di Pinuccia Molina Corti. Garrivano durante la cerimonia inaugurale i drappi bianco azzurri: omaggio ai barcaioli, con i colori che ricordavano il bianco dell’acqua e l’azzurro del lago. Le vacanze sul lago, che avevano inizio il lunedì dell’Angelo, si sarebbero prolungate sino all’autunno, sino ad ottobre. Il turismo dì elite approdava al vecchio Imperiale, divenuto poi Italia, nelle vicinanze dell’ex Bar Cristallo, ora Osteria del Commercio.
